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Le donne di "Sorriso amaro"

A destra: Maria Solieri, classe 1915

Senti le rane che cantano
che gusto che piacere
lasciare la risaia
tornare al mio paese
lasciare la risaia
tornare al mio paese

Amore mio non piangere
se me ne vado via,
io lascio la risaia
ritorno a casa mia
io lascio la risaia
ritorno a casa mia

[Canti delle mondine: “Senti le rane che cantano”]

Nel dopoguerra molte ragazze ogni anno venivano assunte come lavoratrici stagionali nelle risaie del vercellese. La forza lavoro locale non era sufficiente e così migliaia di donne, le mondine, giungevano dalle zone povere del nord Italia (dall’Emilia e dal Veneto) per trovare occupazione nella monda del riso che durava 40 giorni; l’età minima era fissata dalla legge a 14 anni. Riso Amaro (Giuseppe De Santis, 1949) portò alla ribalta in tutto il mondo le loro storie.

Nel 2001 un giovane regista, Matteo Bellizzi, rintraccia le poche mondine ancora viventi di Nonantola (MO) e le riporta in autobus nelle stesse risaie vercellesi dove da giovani ogni primavera venivano ingaggiate come lavoratrici, per un viaggio nella memoria in un mondo che ormai non esiste più.

Sorriso amaro

"Sorriso amaro" (2003)

Davanti alla telecamera “le ragazze” di allora si lasciano andare ai ricordi, parlando a ruota libera di quella ormai lontana esperienza di lavoro e di vita. Le loro testimonianze si intrecciano nel montaggio con vecchie fotografie che le ritraggono al lavoro e scene dal film con Silvana Mangano: confrontando la realtà e la finzione di quel film, i racconti delle mondine offrono un ritratto più fedele delle risaie degli anni 40-50.

Spinte proprio dalle immagini del film e dall’occasione del viaggio nelle risaie, le mondine ricordano le loro esperienze con un po’ di nostalgia e con tanta commozione, lasciando trasparire la stessa identica voglia di vivere di quando erano adolescenti.

“Sento molto l’impulso a recuperare il passato e la memoria perché io stesso provo la paura di perdere il tempo che vivo. Il mio film smentisce l’idea di vecchiaia che si possiede abitualmente: le donne di Sorriso Amaro trasmettono una straordinaria voglia di vivere che, come non si è arresa un tempo alla durezza del lavoro, così sa resistere oggi all’incedere del tempo che passa” Matteo Bellizzi, dal presskit del film

Ciao Maria, senti le rane che cantano?

Pubblicato 2 agosto 2010 da silviapellacani in documentario, Novecento, radici

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